Bean

Chi sono

Sono un catalizzatore di idee, uno strumento in mano al produttore. Un consulente enologico e agronomico che ha fatto della sua mano un marchio, Vinomancino.

Da quando porto i calzoni corti respiro l’aroma delle botti. Sono nato a Corno di Rosazzo (Friuli) classe 1977, sotto il segno della vite: una famiglia di viticultori, norcini, taglialegna, insegnanti, commercianti e agronomi. Una contaminazione di sapori, gesti e odori a partire dalla bottega di mio nonno, nei profumi penetranti e sinceri delle spezie. Nella lavorazione meticolosa della carne e l’arte dei dettagli di mio padre, norcino e anche boscaiolo.

Nella perseveranza di mia madre. Nel destino di nascere in quella striscia di Friuli alla fine degli anni settanta, dove c’erano due arti: vino e sedie.

I Viaggi

Quale miglior modo per assorbire quanta più esperienza e consapevolezza possibile? Il viaggio.

Provenendo dal Friuli orientale sono attratto per natura dai luoghi difficili, quindi provo a partire per Israele per lavorare nei kibbutz, ma un amico mi blocca, non è sicuro, è momento di guerriglia. Arrivo quindi lungo con i documenti per la Nuova Zelanda che visiterò solo in seguito. L’occasione si presenta per il Nord e Centro America. Il caldo torrido della California, poi il Texas e le sue condizioni estreme. Il Messico, la Baja California non lontano da Tijuana per sovvertire ogni certezza. Il rientro in patria, ma al Sud, sull’Etna in montagna. Di nuovo in Friuli e nella vicina Slovenija per poi andare verso i Balcani a sud est nelle aree poco esplorate dove ancora esistono centenari vigneti prefillossera.

Su e giù da Nord a Sud : Sicilia, Friuli, Umbria, Romagna, Lazio, per poi approdare di recente alla Toscana dove ora risiedo.

Il Maestro

Un essere umano penso possa vivere in modo consapevole solo cinquanta, forse sessanta vendemmie . Troppo poche per non aver bisogno di ricercare riferimenti da cui attingere visione e metodo. Nel 1999 un allora astro nascente della tecnica viticola, Pierpaolo Sirch mi consiglia di trovare qualcuno che per alcuni anni mi insegni: “ti devi cercare un maestro, poi camminare con le tue gambe!”. Ho accettato senza riserve il suo consiglio. Ne riconosco tre fondamentali anche se tutte le persone vissute in un modo o nell’altro hanno lasciato il loro segno.

Il primo impatto è con il monumentale Giorgio Grai: grande curiosità, battuta caustica, memoria formidabile e talento smisurato,ma io non sono pronto.

Troppo e troppo presto.

La sua arte nel blending mi rimane impressa a fuoco.

Riconosco il mio primo maestro però in Franco dalla Rosa, direttore dell’azienda Ca’Ronesca a Dolegna del Collio. Sa coinvolgermi nel lavoro ed è molto paziente, sa quando lasciare andare la corda per non strozzare la mia curiosità. Quando tutti cercano la concentrazione, a cavallo degli anni novanta, lui è un fervido sostenitore dell’eleganza. I suoi vini fatti a fine anni Novanta, bevuti oggi, sono di una perfezione semplicemente imbarazzante.

E’ Enrique Ferro, americano di origini messicane e piemontesi il mio secondo maestro. Quello che ti apre la testa, stravolge le certezze, ti porta in mondi nuovi e impensabili. Uno degli ultimi ad aver potuto collaborare con Andrè Tchelistcheff, nel pieno delle sue forze.

Di ritorno dal secondo viaggio oltre oceano, incontro Lorenzo Landi presso Cottanera sull’Etna. Ha un metodo meticoloso, un esperienza vastissima, buon senso ed esegue un lavoro maniacale in vigna. Ci vuole parecchio impegno per seguirlo.

Riconosco in lui il terzo.

La Ricerca

La ricerca quella che intendo io non è solo di laboratorio o scientifica, ma è soprattutto quella delle persone che ti fanno esprimere o che ti portano comunque a poter tirare fuori il meglio di te. La ricerca della condivisione di un pensiero o di un progetto. Il vino è come la vita conta si dove arrivi, ma di più conta come e con chi. Sull’Etna incontro Frank Cornelissen sin dall’inizio della sua carriera di produttore, le accese discussioni davanti ad una pioggia di calici di vino, la sua natura radicale e multietnica mi aprono un altro mondo. Lui il primo a parlarmi di biodinamica. In Friuli, con Davide Feresin a Cormons, rivoluzioniamo il Pinot Grigio, lo rendiamo ramato e trasversale, riscopriamo vigne vecchie di Tocai Friulano e ci battiamo per farlo conoscere. In lui trovo un fratello mancato ed una sensibilità fuori dal comune. Alcuni suoi vini sono pura arte pop, è Andy Warhol condensato in un bicchiere. Conosco Fulvio Bressan e anche Michele Moschioni entrambi friulani doc, i quali mi dimostrano che i rossi in Friuli possono essere qualcosa di grande, ognuno con la sua visione diametralmente opposta alla altra. A Vittoria nel Ragusano sperimento la viticoltura biodinamica, anche in anfore, dell’azienda COS. Attorno ad essa vedo nascere terreno fertile, negli anni, assisto live all’escalation del Cerasuolo di Vittoria e del Frappato anche attraverso il lavoro di nuove giovani leve. Aiuto a coniare l’idea di Cantina Diffusa con gli amici di Talis Wine. Un gruppo di sei produttori friulani, ciascuno con la propria cantina, sotto un etichetta unica. Inizio a conoscere l’Umbria e le sue varietà attraverso i Conti Faina e con il mio aiuto riavviano un azienda storica dopo più di un secolo. Sull’Etna aiuto Peter Wiegner a sviluppare le tecniche di coltivazione di uve come l’Aglianico e il Fiano a quasi mille metri di quota oltre a spingermi sempre più in la raffinando il suo Etna Rosso. Nel cuore dei Balcani vengo coinvolto nel progetto VinoBudimir. Uno strepitoso gruppo di lavoro con la volontà di recuperare un area viticola composta da vigneti centenari in Serbija. Un vero patrimonio. Nel 2014 il primo riconoscimento internazionale del lavoro fatto, la prima azienda serba a raggiungere certi livelli oltre oceano. Di vini di montagna tratta il convegno in cui conosco Giuseppe Benanti. Parliamo la stessa lingua e io torno alle pendici dell’Etna, ancora una volta, a Viagrande, dove raccolgo l’eredità di Salvo Foti traghetto l’azienda verso un passaggio generazionale modernizzando e snellendo. I figli raccolgono brillantemente il testimone del padre. L’incontro con la famiglia Bulgari e il loro progetto di eccellenza vitivinicolo: Podernuovo a Palazzone a San Casciano dei Bagni in Toscana. L’evento è di quelli che ti cambiano, ancora una volta la vita. Qui ho l’occasione di portare avanti nuove idee e confrontarmi con il loro approccio organizzativo proveniente dalle grandi aziende e dal settore del lusso. A Chiaramonte Gulfi tramite amici comuni conosco Lorenzo Piccione di Pianogrillo famoso per il suo olio Particella 34. Eclettico: cultura classica,designer, musicista. La possibilità di fare vino con lui diventa realtà in un istante. Stefano Petri il proprietario del gruppo Immobiliare Greatestate a San Casciano dei Bagni (SI) affiliata a Chesterton di Londra, mi mostra il suo progetto: aprire un dipartimento agricolo della sua immobiliare e mi chiede se posso condividere la mia esperienza con quella del gruppo. Mi trasferisco subito in Toscana. Una grande mente dietro i vini di La Moresca è Filippo Rizzo che inizia a diventare conosciuto nel mondo partendo da quella parte di Sicilia che è famosa solo per i fichi d’india. Aver contribuito a fargli ottenere certi risultati ( entrare anche al Noma di Copenaghen) lavorando in una area bollata da certuni come “da patate”riempie di orgoglio.

Conosco nel sottoscala di casa mia in Toscana,  Fabrizio Ratti  romano di  nascita e toscano di adozione. Artigiano della materia: che sia argilla o che sia legno non importa. Inizio a trasferire tutto quello che so della vinificazione in anfora. Un sacco di disegni,test, idee innovative, interventi a migliorare ogni aspetto dal più banale al più imprevedibile. Dopo più di un anno di sviluppo, 25 anni di esperienza sull’argilla lui e 13 sulla vinificazione io, nasce Sirio Anfore.

Clienti …e amici

Oggi:

Sirio AnforeColmello di Grotta (Friuli Venezia Giulia) – Vino Budimir (Serbia) – Riccardo Scamarcio (Puglia) – Frank Cornelissen (Etna-Sicilia) – Vini Campisi (Sicilia)

Nel tempo:

Peter Wiegner (Etna-Sicilia) – La Moresca (Sicilia) – Cos-Vittoria (Sicilia) – Podernuovo a Palazzone – Famiglia Bulgari (Toscana) – Benanti (Etna-Sicilia) – Pianogrillo (Sicilia) – Rudinì (Sicilia) – Kristalvin (Slovenia) – Talis Wine (Friuli Venezia Giulia) – Davide Feresin (Friuli Venezia Giulia) – Conti Faina (Umbria) – Caronesca (Friuli Venezia Giulia) – Cottanera (Etna-Sicilia) – Tenuta di Blasig (Friuli Venezia Giulia)

Gli amici produttori:

Carolina GattiSan Biagio Vecchio – Le Coste di Gradoli – Michele MoschioniFulvio BressanArianna OcchipintiGraci – Marco Tinessa – Mongioia



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